15 febbraio 2012

Orgoglio e pregiudizio, frasi

Una persona può essere superba senza essere vanitosa. La superbia ha a che vedere principalmente con l'opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità con ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi.

- Mi chiedo chi sia stato il primo a scoprire quanto sia efficace la poesia per scacciare l'amore.
- Ero abituato a considerare la poesia come il nutrimento dell'amore, - disse Darcy.
- Di un amore bello, robusto e sano, forse sì. Qualsiasi cosa può nutrire quel che è già forte. Ma se si tratta solo di un sentimento di tipo tenue e leggero, sono certa che basti un sonetto a farlo morire di fame.

- La vostra umiltà, signor Bingley- disse Elizabeth, - disarma ogni critica.
- Non vi è nulla di più ingannevole, - disse Darcy, - della modestia apparente. Spesso si tratta di mancanza di giudizio, a volte di una maniera indiretta di vantarsi.

Nella sua biblioteca (il signor Bennet) era abituato a trovare agio e tranquillità, e sebbene fosse disposto, come aveva confessato a Elizabeth, a scontrarsi con stupidaggine e arroganza in tutte le altre stanze della casa, lì era solito sentirsene sollevato.

- Il mondo è accecato dalla sua ricchezza e dal suo potere, o spaventato dai suoi modi di fare altezzosi e solenni, e lo vede solo come lui vuole essere visto.

- Secondo me lo troverai molto gradevole.
- Che il cielo me ne guardi! Quella sì che sarebbe la peggiore sciagura possibile! Trovare gradevole un uomo che si è decisi a odiare! Non mi augurare niente di così terribile!

- Siamo entrambi di indole poco socievole e taciturna, riluttanti a parlare, se non quando ci proponiamo di dire qualcosa che farà colpo su tutta la sala, e che sarà tramandata alla posterità con tutto il lustro di un proverbio.

- È un obbligo importante per coloro che non cambiano mai opinione, essere sicuri di giudicare nel modo giusto sin dall'inizio.

- Le mie dita, - disse Elizabeth, - non si muovono su questo strumento con la stessa padronanza di altre donne, non hanno la stessa forza, o rapidità, e non raggiungono la stessa espressività. Ho sempre, però, ritenuto che si trattasse di una mia mancanza, perché non mi applico abbastanza, perché non mi applico abbastanza, non mi esercito. Il che non significa che io non creda che le mie dita non siano altrettanto capaci di quelle di qualsiasi altra donna di una migliore esecuzione.

- Ho agito ignobilmente! - esclamò. - Io, che sono sempre andata orgogliosa del mio discernimento! Io, che ho spesso disprezzato il generoso candore di mia sorella, e gratificato la mia vanità con un'inutile o biasimevole sfiducia. Che scoperta umiliante! Eppure, che umiliazione meritata! Neanche se fossi stata innamorata, sarei potuta essere più meschina e più cieca. Ma la vanità, non l'amore, è stata la mia follia. Contenta della preferenza dell'uno, e offesa dall'indifferenza dell'altro, ho sollecitato, fin dall'inizio della nostra conoscenza, il pregiudizio e l'ignoranza, e ho rifiutato la ragione, nei confronti di tutti e due. Fino a questo momento, non avevo idea di chi fossi.

Mai come adesso aveva tanto onestamente sentito che avrebbe potuto amarlo, mai come adesso che tutto il suo amore era vano.

Si sentiva umiliata, addolorata, pentita, senza sapere bene di cosa. Ora che non poteva più sperare di goderne, divenne gelosa della sua stima. Ora che sembrava che la possibilità di avere notizie di lui fosse minima, voleva tanto averne. Ora che non era più probabile che si sarebbero rincontrati, era certa che con lui sarebbe stata felice.

- Dovete imparare un po' della mia filosofia. Del passato ricordatevi solo quello che vi dà piacere.

- Sono la creatura più felice dell'universo. Forse altri lo hanno detto prima di me, ma nessuno con tanta ragione.

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