21 settembre 2012

Il gusto proibito dello zenzero, frasi

«Ti ho sognato la notte scorsa», disse Keiko (...) «Era un sogno carino. C'era Oscar Holden che suonava. E noi ballavamo...»
«Ma io non so ballare», protestò Henri.
«Be', nel mio sogno sì. Ballavamo in non so che locale, c'era gente di tutti i tipi, e la musica... era la canzone che Oscar suonò per noi. La canzone del disco che abbiamo comprato. Ma in qualche modo era più lenta... noi ci muovevamo più lentamente.»
«È un bel sogno.» Henry ne era emozionato quanto lei. (...) Posò le mani sul filo spinato. «Forse adesso lo sognerò anch'io.»
«No, tu non devi, Henry. Qui dentro, credo che il mio sogno sia grande abbastanza per tutti e due.»

Non importa quanto bella sia una casa, conta solo sentire di esserci, a casa.

Vorrei poter pensare a qualche altra cosa - a qualche altra persona - ma non ci riesco. È questo l'amore?

Una volta suo padre aveva detto che le scelte più difficili nella vita non sono quelle fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, bensì quelle fra ciò che è giusto e ciò che è  meglio.

La amo. Henry si soffermò su questo pensiero. Non sapeva cosa fosse l'amore, o cosa significasse veramente quella parola, eppure ne avvertiva l'emozione, gli ardeva nel petto, gli dava le vertigini. Nient'altro sembrava avere importanza.

Henry stava imparando che il tempo della separazione finiva per creare distanza, più che le montagne e la differenza di fuso orario. Una distanza vera, quella che fa stare male e induce a smettere di farsi domande. Una nostalgia intensa al punto che il fatto di avere a cuore una persona comincia a diventare doloroso.

Mentre ascolti questo disco, spero che ripenserai non alle cose brutte, ma alle belle. A ciò che è stato, non a quello che avrebbe potuto essere. Al tempo che trascoremmo insieme, non a quello in cui fummo separati.

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