6 novembre 2012

Cime tempestose, frasi

Le persone orgogliose si coltivano le proprie pene.

Non si dovrebbe rimanere a letto fino alle dieci. Già prima di quell'ora il meglio della mattinata è andato. Chi non ha fatto metà del proprio lavoro quotidiano entro le dieci corre il rischio di lasciare incompiuta anche l'altra metà.

Nella mia vita ho fatto sogni che poi sono rimasti sempre dentro di me, e hanno cambiato le mie idee; sono diventati tutt'uno con me, come il vino con l'acqua, e hanno alterato il colore della mia mente.

- Sarebbe un'umiliazione sposare Heathcliff adesso, quindi lui non saprà mai quanto lo amo; e non perché sia bello, Nelly, ma perché lui è me più di quanto lo sia io stessa. Quale che sia la sostanza delle nostre anime, la sua e la mia sono identiche, e quella di Linton è tanto diversa quanto un raggio di luna dal fulmine, o il gelo dal fuoco.

A che servirebbe essere stata creata se fossi tutta contenuta qui? Le mie grandi pene a questo mondo sono state le pene di Heathcliff, e io le ho osservate e provate tutte fin dall'inizio; il mio grande pensiero nella vita è lui. Se tutto il resto perisse, e lui rimanesse, io continuerei a esistere; e se tutto il resto rimanesse, e lui fosse annientato, l'universo mi diventerebbe totalmente estraneo. Io non sembrerei farne parte. Il mio amore per Linton è come le fronde di un bosco. Il tempo le cambierà, ne sono consapevole, come l'inverno cambia gli alberi...il mio amore per Heathcliff somiglia all'eterna roccia sottostante...fonte di scarsa gioia visibile, ma necessaria.

- Perché hai tradito il tuo cuore, Cathy? Non ho una sola parola di conforto per te, ti meriti tutto questo. Sei stata tu a uccidere te stessa. Sì, puoi anche baciarmi, e piangere, ed estorcermi baci e lacrime. Ti distruggeranno, saranno la tua dannazione. Tu mi amavi...dunque che diritto avevi di lasciarmi? Che diritto - rispondimi - per la misera infatuazione che provavi per Linton? Perché né la miseria, né il degrado, né la morte, né null'altro che Dio o Satana avesse potuto infliggerci ci avrebbe separati, ma tu, di tua volontà, l'hai fatto. Non ti ho spezzato io il cuore - te lo sei spezzato tu stessa - e così facendo hai spezzato il mio.

-Gli voglio bene più che a me stessa, Ellen; e ti dirò che cosa me ne dà la consapevolezza: ogni sera prego di sopravvivergli, perché preferirei essere infelice io piuttosto che lui. Questa è la dimostrazione che gli voglio bene più che a me stessa.

Ognuno di noi ha dovuto cominciare, incespicando e barcollando sulla soglia, e se i nostri insegnanti ci avessero scherniti anziché aiutarci, continueremmo ancora oggi a incespicare e a barcollare.


♥ I miei scarabocchi su "Cime tempestose", Emily Bronte
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