19 novembre 2012

Il corpo umano, frasi

Sapete come fare. Se un IED è esploso, è esploso. Se qualcuno è morto, è morto. Bisogna pensare a rimettere le cose a posto. Anche questo va ricordato. Quello che vi dimenticate è quello che vi ucciderà.

Se non sapete l'inglese, imparatelo. La sigla giusta al momento giusto vi salva la vita. Non è una guerra pulita, questa. Non è una guerra equilibrata. Voi siete i bersagli. Siete i topi in un pezzo di formaggio ammuffito. Non c'è neppure un nostro amico là fuori.

Come funziona? Arriva prima il rumore dello scoppio o la pallottola? Di sicuro l'intervallo non basta per levarsi dalla traiettoria. Ma magari è sufficiente al cervello per capire, per dire al resto del corpo è andata, sei morto.

Si perde nella disanima dei suoi pregi e difetti anatomici, come gli capitava già di fare all'epoca in cui stavano insieme, quasi l'attrazione si potesse decidere così, a tavolino, basandosi su una tabella a due colonne.

Ripensandoci, molto tempo dopo, Egitto si convincerà che il rinvenimento del primo IED fu l'istante chiave in cui i soldati videro evaporare l'illusione di una missione liscia e priva d'intoppi e si resero conto di essere finiti in un gran casino. Ovviamente, fintanto che sono lì, ognuno tiene quel pensiero per sé. Un conto è perdere d'un tratto l'ottimismo, accorgersi che non aveva alcun senso fin dall'inizio, ben altro è condividere quel presentimento. La sfiducia si propaga come un virus, nessun contingente militare può permettersela.

Volge lo sguardo fuori dal finestrino, ma non c'è nulla su cui possa posarlo, non un albero, una casa, un colore diverso da quello della roccia e della sabbia. Viene invaso da un senso di nostalgia per il paese dov'è cresciuto.

Perché ha sempre voglia di troppe cose e sempre di quelle che non può avere, di quelle passate o, peggio ancora, di quelle che non arriveranno mai? È una condanna, la sua? A vent'anni comincia a desiderare che tutte quelle voglie spariscano senza lasciare traccia. Deve pur giungere il momento in cui un uomo smette di essere diviso a metà, in cui un uomo si trova esattamente dove vuole stare.

L'esplosione che non senti è quella che ti ha già ammazzato.

Il vecchio dolore non si nasconde dietro quello nuovo. Quello nuovo sale sulle spalle del vecchio e da lì guarda più lontano.

Era davvero un amico? Di sicuro era quanto di più simile a un amico gli fosse capitato di trovare da molto tempo. Da adulti non si hanno più dei veri amici, questa è la schifosa verità. Gli anni più belli te li sei lasciati indietro e ti accontenti degli avanzi.

Dallo studio delle ossa, d'altronde, avrei imparato almeno una lezione: le fratture peggiori sono quelle che ci si procura da fermi, quando il corpo decide di andare in pezzi e lo fa, in una frazione di secondo si sbriciola in così tante schegge che dopo è impensabile ricomporlo.

♥ I miei scarabocchi su "Il corpo umano", Paolo Giordano
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