31 dicembre 2012

Il turno di notte lo fanno le stelle, Erri De Luca


Ricordo di aver visto Erri De Luca in una puntata de Il senso della vita di Bonolis. Ricordo anche che mi era sembrato una persona affascinante. Mi ero ripromessa di leggere qualcosa di suo, avevo l'imbarazzo della scelta: di libri Erri De Luca ne scrive in quantità industriale. Chissà messi uno vicino all'altro quanto spazio occupano. Sono tutti così piccini.

Il turno di notte lo fanno le stelle è il primo ebook che ho letto, grazie a Serena che mi ha invitato
a provare. Ero un po' scettica, devo essere sincera, soprattutto perché non ho un ebook reader e avrei dovuto leggere dal computer. Per questo, come primo esperimento, ho scelto la storia più breve che avevo. È stato bello leggere un libro in mezz'ora, poco prima di andare a dormire. È stato bello arrivare alla fine di quelle poche pagine e scoprire che forse, in realtà, a quella storia non mancava proprio niente. Bisogna essere bravi per scrivere arrivando dritti al punto, senza descrizioni o giri di parole inutili. Un po' come in una poesia. Dev'essere bravo Erri De Luca. Immagino che questo sia solo il primo dei suoi libri che leggerò.

La storia è semplice e si scopre man mano che si va avanti nella lettura. All'inizio non è chiaro che cos'abbiano in comune quel Matthew e quella coppia di sposi, tre persone americane che escono dallo stesso ospedale e poi si ritrovano nello stesso rifugio sulle Dolomiti. Quello che è chiaro fin da subito è che non si tratta di un caso.
Sono lì per un voto di Matthew e della donna, entrambi hanno appena affrontato complessi interventi chirurgici: trapianto di cuore per lui e operazione a cuore aperto per lei. E lì, in quei giorni in cui si sono incontrati nella stessa stanza d'ospedale, hanno parlato dei loro desideri e più ne parlavano più diventavano forti, più diventavano veri, promesse, voti. In quella stanza d'ospedale si sono promessi che, una volta usciti da lì, avrebbero compiuto una scalata sulle Dolomiti, le montagne più belle del mondo secondo Matthew.
Ed è così che si trovano nello stesso rifugio, lui con il cuore di una giovane donna sfortunata, lei con una valvola mitralica nuova. Si arrampicano insieme mentre il marito di lei soffre di gelosia e ha paura per la salute dell'amata moglie.
E su, in cima alla montagna, rimasto ormai solo, Matthew si sdraia ad ammirare quel cielo che ha rischiato di non vedere più, quel cielo che non vedrà mai più la giovane donna che gli ha donato il cuore. 
E guarda le stelle, che illuminano ogni notte.

♥ Le frasi che ho sottolineato

28 dicembre 2012

I libri del 2012

L'ultima riga delle favole, Massimo Gramellini

Fai bei sogni aveva appena toccato le corde del mio cuore quando in libreria ho visto esposto il romanzo precedente, senza il quale, a detta dello stesso Gramellini, non ci sarebbe mai stato nemmeno quel meraviglioso libro autobiografico, uno dei libri più belli che ho letto quest'anno. Mi è sembrato naturale comprare L'ultima riga delle favole. Non avevo dubbi sul fatto che mi sarebbe piaciuto: aveva una bella copertina, un bel titolo e un autore che scrive in un modo pazzesco, per i miei gusti.
Ho letto il romanzo quest'estate e mi ha delusa. Non mi ha fatto completamente schifo, però non mi ha nemmeno conquistata. Ho sottolineato un sacco di frasi, ma alla fine della storia mi è rimasto poco in mente, a tratti l'ho trovata molto macchinosa e noiosa. Ho avuto la tentazione di chiudere il libro più volte, cosa che con Gramellini non mi succede mai.

Protagonista del romanzo è un Tòmas qualunque. Un uomo come mille altri che ha un'infinita paura di amare. Dopo un appuntamento mancato con quella che crede sia la sua anima gemella ha un brutto incidente dal quale si risveglia in uno strano posto chiamato Terme dell'anima, popolato da strani medici, da strane persone. Tòmas deve compiere un lungo percorso, per ritrovare se stesso, la fiducia in sé, per scoprire che per amare ed essere amati bisogna prima amarsi. Quella di Tòmas e Arianna è in fondo una favola moderna, dove all'ultima riga c'è il lieto fine, ma nel mezzo ci sono tre milioni di riflessioni che forse nessuna Cenerentola e nessun principe azzurro si sono mai fatti.
Quando (dopo molte peripezie) si giunge alla fine del romanzo si tira un sospiro di sollievo, L'ultima riga delle favole lascia una speranza: che ci sia del bello in ognuno di noi, che se ce l'ha fatta Tòmas a ritrovare se stesso e ad amare ce la possiamo fare tutti, perché non è il principe azzurro biondo e con gli occhi azzurri delle favole. Tòmas è un uomo qualunque, che non ha niente a che vedere con la perfezione. È uno che aveva mille paure, che conduceva un'esistenza squallida, che non aveva ancora scoperto di avere qualcosa di bello, di avere un talento. Alla fine però ce la fa, sfida la morte e comincia a vivere.
E possiamo farlo tutti, dipende solo da noi.
L'ultima riga delle favole aumenta la propria autostima.

♥ Le frasi che ho sottolineato

18 dicembre 2012

L'ultima riga delle favole [Massimo Gramellini], frasi


Ogni essere umano custodiva una buona ragione per non credere più ai sogni e sentirsi tradito dalla vita.

«Ciascun uomo si vede per come si considera. E tu ti consideri sempre troppo o troppo poco. Mai per quanto vali davvero.»

L'amore attraversa l'inguine per sfociare nel cuore.

«È impossibile che tu sia sprovvisto di talenti
«Si fidi, non ne ho.»
«Tutte le anime ne posseggono uno e vengono al mondo per farlo fruttare.»
«Evidentemente la mia aveva un difetto di fabbricazione.»
«La maggior parte degli uomini ignora di custodire il germe della propria fortuna. Lo cerca all'esterno, nelle sensazioni superficiali o in certe esperienze estreme. E, non trovandolo, finisce per condurre una vita infelice.»

Aveva imparato da qualche parte che quando un sogno ti resta incollato addosso per molto tempo significa che non è più un'illusione, ma un segnale che ti sta indicando la tua missione nella vita. Cucinare spaghetti. Fare calcoli. Riparare orologi. Ciascuno ha la sua e l'errore consiste nel credere che una sia più importante dell'altra, solo perché non tutte procurano fama e denaro.

Per sapere se un sogno è giusto bisogna prima rinnegarlo, affinché la vita te lo restituisca per sempre con una rivelazione improvvisa.

Il sesso e i soldi sono le scarpe che usiamo per camminare sulla vita... L'inganno sta nell'aver trasformato un paio di scarpe nella ragione del viaggio.

Per attrarre l'amore di un'altra persona, devi prima snidarlo dalle profondità di te stesso.

Puoi essere la storia di un vile o di un eroe, di uno che trema in fondo alla spelonca delle sue paure o che crede nell'amore capace di spostare le montagne. Scegli tu il destino che preferisci. Ma smetti di cercarlo fuori di te. [...] Tu ancora non puoi sapere dove approderai. Ma chi incomincia a cercare ciò che ama finirà sempre per amare ciò che trova. Ti metti in cammino verso Est e magari raggiungi l'Ovest. Non è importante, adesso. L'importante è mettersi in cammino. Altrimenti non arriverai da nessuna parte. E passerai il resto della tua vita a disprezzarti per ciò che avresti potuto essere e non sei stato. La meta iniziale del viaggio rappresenta solo lo stimolo per partire.

«Tu vivi chiuso in una scatola trasparente, costruita dalle tue paure. Rompila e scoprirai di essere molto più di ciò che credi. [...] Mai fidarti delle apparenze Tomàs. Il mondo che si trova al di là del vetro potrebbe arrivarti deformato. Le pareti della scatola le ha partorite la tua mente e il loro nome comincia sempre per NON. NON posso. NON ce la farò mai. NON dipende da me, la più estesa di tutte. Ma, se guardi in alto, troverai la quarta, che si chiama NON ci credere. [...] Non hai altri limiti di quelli che ti sei posto da solo.»

Per diventare libero fuori, dovrai prima imparare a esserlo dentro.

Un pensiero senza amore è un veliero senza vento. Puoi lucidarne la superficie, ammirarne le forme. Puoi persino spingerlo a fatica per qualche metro, ma non approderai da nessuna parte.

Finora sei stato un perdente. Sì, un perdente. Colui che sa soltanto ciò che non desidera. Il mondo è pieno di vivi che sembrano morti perché hanno smesso di desiderare. Ma tu puoi ancora cambiare.

Se desideri una cosa e pensi veramente di meritartela, smetti di chiederti perché gli altri non te la danno. Alzati e vai a prenderla.

«La vera scelta non è mai tra il fare una cosa e il non farla. Ma tra il farla o non farla per coraggio oppure per paura», disse ancora Noah.
Tomàs rimuginò le sue parole. Pensò a tutte le persone che stavano insieme senza amore, per paura della solitudine. E a quelle che si amavano senza stare insieme, per paura di sacrificare la libertà. Due scelte in apparenza opposte, ma che conducevano entrambe al fallimento perché generate dal medesimo impulso di vigliaccheria.

Se vuoi fare un passo in avanti, devi perdere l'equilibrio per un attimo.

Quando cerchi di diventare come ti vogliono loro, le donne non ti vogliono più.

Le disse che l'amore muore per strangolamento, ogni volta che Io soffoca Noi. [...] Le disse che l'amore muore di noia, ogni volta che Io si concentra soltanto sulle emozioni e non coltiva progetti per Noi.

Nella vita il talento è tutto...ma non conta nulla senza il carattere...pura potenzialità...se non c'è la tenacia a dargli una forma...ricorda...l'ossigeno che tiene in vita la tua anima è la volontà di realizzare i suoi sogni.

Attira la fortuna chi si rende conto di quella che ha già.

Sono grato alla mia timidezza che talvolta riesce a preservarmi dall'arroganza. Sono grato alla mia fantasia e ai libri che mi forniscono gli strumenti per allenarla.

Quando le forze dell'universo sembrano cospirare contro di noi, non lo fanno per dissuaderci dall'obiettivo, ma per renderci consapevoli della sua importanza.

Ho passato la vita a desiderare che fosse la persona giusta. Il guaio è che una persona non diventa giusta solo perché tu lo desideri.

Prima di iniziare a combattere, un guerriero deve sapere per cosa lotterà.

L'amore non condiviso evapora.

Le persone cambiano e col tempo non si corrispondono. Per rimanere insieme bisogna avere la forza e la pazienza di cambiare insieme. L'amore è una creatura. E come ogni creatura deperisce e muore, oppure evolve e si conserva.

Chi ama soltanto chi lo ama è un immaturo. Esattamente come chi ama chi non lo ama. In entrambi i casi, scappa dall'amore vero perché non ha imparato a conoscerlo dentro di .

Le azioni di un individuo producono sempre un risultato da qualche parte. E hanno un senso preciso anche quando chi le compie gliene dà un altro, oppure nessuno, dal momento che non gli è concesso di conoscere l'intero copione.

♥ I miei scarabocchi su "L'ultima riga delle favole", Massimo Gramellini

7 dicembre 2012

The help, Kathryn Stockett


È l'estate del 1962. Esattamente cinquant'anni fa una ragazza molto alta e molto intelligente, ma non particolarmente bella, torna a casa dopo essersi laureata. Lei è Skeeter Phelan e la sua casa è Jackson, in Mississipi. Lì vivono anche le amiche di una vita, quelle con cui credeva di condividere progetti e idee, amiche che, pur essendo partite insieme a lei per l'università, non si sono mai laureate perché il loro scopo era trovare un marito. E l'avevano trovato. Anche la madre di Skeeter non augura che questo a sua figlia: sposarsi. Lei però ha altri progetti, primo fra tutti quello di diventare una scrittrice.
Quando torna a Jackson, dopo aver tanto studiato, niente le sembra come prima. Non è cambiato nulla intorno a sé, forse semplicemente è cambiata lei e il suo modo di approcciarsi alla società in cui vive. Le sue amiche, Elizabeth e Hilly, sembrano non essere più le stesse. Adesso sono madri, più o meno presenti nelle vite dei figli, hanno una casa tutta loro in cui passare le giornate, hanno donne di servizio che sono mamme al posto loro.
Mae Mobley, figlia di Elizabeth, dice ad Aibileen che è lei la sua mamma. Mae Mobley è una bambina e non trova nessun motivo per cui quella donna così buona e materna non potrebbe essere sua mamma. Mae Mobley non dà importanza a un colore diverso della pelle.
Per i grandi invece quelli con la pelle nera sono di un'altra razza e per questo non hanno alcun diritto.
Ma gli anni Sessanta sono ormai arrivati, c'è Bob Dylan, c'è Martin Luther King. Sta iniziando a soffiare il vento della libertà e Skeeter ci si sente dentro. Si lascia travolgere da quell'uragano di idee giuste di integrazione e decide che il suo libro sarà di denuncia. Racconterà com'è la vita delle donne di colore che fanno le cameriere nelle case dei bianchi, allevando i loro figli. Lo racconterà non dalla prospettiva di una bianca, ma dalla prospettiva delle cameriere stesse. Per far questo però Skeeter ha bisogno di donne di colore disposte a collaborare con lei. Sa che è difficile per lei trovarle, perché è illegale anche solo che un bianco e un negro parlino per strada.
Eppure Skeeter ha la fortuna di incontrare una donna forte e coraggiosa quanto lei, Aibileen, la cameriera della sua (ex) amica Elizabeth. Aibileen è una donna ormai stanca e sola. Ha cresciuto diciassette bambini bianchi e il suo unico figlio nero è morto. Non ha più niente da perdere e forse per questo decide di ascoltare il suo cuore, di lasciarsi guidare dai suoi sogni di giustizia sociale.
Nel giro di pochi mesi Aibileen riesce a convincere anche altre cameriere a lavorare insieme a Skeeter, prima fra tutte la sua migliore amica Minny.
Ed è così, grazie a innumerevoli incontri segreti tra Skeeter e le cameriere di colore, che nasce questo libro, intitolato appunto The help, pubblicato anonimamente per non far capire che è Jackson la città di cui si parla. Le donne che hanno portato questo vento di libertà fino al Mississipi non vogliono nemmeno pensare che cosa potrebbe succedere loro se venissero scoperte. Per fortuna sono state furbe e hanno inserito la grande porcata compiuta da Minny ai danni di Hilly, grande porcata che Hilly fa di tutto per non far associare a se stessa. È la loro assicurazione sulla vita.
La vita delle donne che hanno contribuito a The help viene ugualmente stravolta dagli effetti del libro. Skeeter riceve un'importante offerta di lavoro a New York, la accetta spinta dalla stessa Aibileen e dalla sua famiglia, la accetta per lasciarsi alle spalle amiche sbagliate e un amore che non era tale. E per continuare a lottare per il suo sogno, scrivere.
Aibileen viene licenziata, Mae Mobley sarà la sua ultima bambina, perché non tornerà ad essere la cameriera di nessun'altra bianca. Anche lei realizzerà il sogno di suo figlio e verrà assunta da un giornale locale per dare consigli sulla vita domestica.
Minny finalmente trova la forza per lasciare suo marito e andare via con tutti i suoi figli. Né lei né loro prenderanno più botte da lui.

Mesi fa, in primavera, avevo visto il film tratto dal romanzo trovandolo davvero bello e toccante. Per questo poi avevo comprato il libro, lasciandolo però a lungo sulla mensola della libreria: prima di leggerlo volevo togliermi dalla testa le immagini del film.
Ho preso in mano The help per partecipare al gruppo di lettura di Una fragola al giorno e, settimana dopo settimana, mi sono proprio affezionata alle belle protagoniste femminili che, con coraggio, hanno lottato unite per la libertà. La storia è narrata in prima persona alternativamente da Skeeter, Aibileen e Minny. La cosa che davvero mi è piaciuta molto è l'aver saputo dare alle tre donne una forte caratterizzazione culturale. L'autrice cioè è stata brava nel far parlare le tre narratrici in modi completamente diversi in base al livello di cultura posseduta.
Credo che Skeeter sia uno di quei personaggi femminili che non dimenticherò mai. Me la terrò stretta stretta nel cuore per la sua capacità di non appiattirsi alla dominante mentalità borghese, per il suo modo silenzioso di coltivare i propri sogni, per il coraggio di inseguire un'uguaglianza reale, anche a discapito di tutte le certezze che aveva accumulato nel corso dei suoi ventitré anni.
Credo che mi porterò sempre nel cuore la forza e la simpatia di Minny, insieme al dolore composto di Aibileen, così sofferente eppure così attaccata alla vita. Mi ricorderò anche di Miss Celya, una bianca sopra le righe, capace di instaurare una vera amicizia con la sua domestica Minny. Perché l'amicizia non ha colore.
Fa una strana impressione pensare che solo cinquant'anni fa i neri erano trattati davvero così, senza riconoscere loro alcun diritto. Cinquant'anni dopo possiamo ben dire che quel vento della libertà che iniziava a soffiare in quegli anni Sessanta in cui è ambientato il romanzo ha portato i suoi frutti. I negri sono riusciti a passare dalla schiavitù alla Casa Bianca. Obama, secondo me, è un bel simbolo di rivincita per un popolo intero sfruttato per secoli.

♥ Le frasi che ho sottolineato

3 dicembre 2012

The Help, frasi

Quello è stato il giorno in cui tutto il mondo è diventato nero. L'aria era nera, il sole nero. Distesa nel letto guardavo i muri neri di casa mia. Minny veniva tutti i giorni per controllare che respirassi ancora. Mi portava da mangiare così non morivo. Poi dopo tre mesi ho messo il naso fuori dalla finestra, e il mondo era ancora lì. Che strano: non si era fermato perché l'aveva fatto mio figlio.

Scrivo tutte le mie preghiere dalla scuola media. Quando ho detto alla mia insegnante di seconda media che non andavo più a scuola perché dovevo aiutare la mamma, lei, Miss Ross, a momenti si è messa a piangere.
"Tu sei la più intelligente della classe, Aibileen" ha detto. "L'unico modo per mantenerti in gamba è leggere e scrivere ogni giorno."
Così, invece di dirle, ho cominciato a scriverle le preghiere. Ma nessuno me l'ha mai più detto che sono intelligente.

Non so cosa dirle: so soltanto che non glielo dico. E so che neanche lei dice quello che vuole dire, ed è strano perché nessuno dice niente eppure è come se ci parlassimo lo stesso.
[Aibileen]

Non potrò mai dire a mia madre che voglio fare la scrittrice. Per lei sarebbe solo un ulteriore elemento che mi separa dal mondo delle ragazze sposate. 

"Non si perda in banalità. Scriva cosa le dà particolarmente fastidio, soprattutto se non dà altrettanto fastidio agli altri.»
[Skeeter]

Ho voglia di gridare così forte che la piccolina riesca a sentirmi che sporco non è un colore, che le malattie non sono la parte nera della città. Voglio che non venga il giorno - e viene sempre nella vita di un bianco - in cui comincerà a pensare che quelli di colore non sono bravi come i bianchi.
[Aibileen]

Cosa succederebbe se un bianco scoprisse che io sono qui di sabato sera a parlare con Aibileen non in divisa? Chiamerebbe la polizia per denunciare un incontro sospetto? All'improvviso ne ho la certezza: ci arresterebbero, perché è così che fanno. Ci accuserebbero di aver violato la legge sull'integrazione, come si legge tutti i momenti sul giornale.

"Nessuno può richiedere a infermiere bianche di entrare in reparti o camere ove siano ricoverati maschi negri.
Per un bianco è contro la legge contrarre matrimonio con persone che non siano di razza bianca. I matrimoni che violano questa disposizione verranno annullati.
Ai parrucchieri di colore non è consentito servire donne o ragazze bianche.
L'addetto alle sepolture non può inumare persone di colore nello stesso terreno usato per persone bianche.
Scuole per bianchi e scuole per negri non possono scambiarsi i libri, che continueranno a essere usati solo dalla razza che per prima li ha avuti in dotazione."

[Skeeter]


«Siamo semplicemente due persone,e non sono molte le cose che ci separano. Molte meno di quanto si pensi.»

♥ I miei scarabocchi su The Help di Kathrin Stockett
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