30 aprile 2013

Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana #2

♦ Lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana   #1

• Quinto Bevilacqua (27 anni)
Carissimi genitori, ricevendo questa mia avrete certamente già appreso la brutta notizia che ora sto per darvi, fatevi coraggio specialmente tu mamma che sei così debole, cerca di essere forte e di sopravvivere più che puoi magari fino ai cento anni, così almeno potrai vedere l'opera che tuo figlio benché contrario alle tue idee ha iniziato (dico contrario perché non volevi che mi mettessi in questo movimento che tu chiamavi pasticcio). Tuo figlio è innocente dell'accusa che gli hanno fatto, perché accusato di terrorismo, di sabotatore, ed invece non era che un semplice socialista che ha dato la sua vita per la causa degli operai tutti.

• Giulio Biglieri (32 anni)
Carissimo Borasio, la morte ha scoccato la sua freccia: essa mi raggiungerà tra poco. Ti ricordo come uno degli amici più cari e so che soffrirai. Ma vado al martirio col volto sereno e l'anima in pace: la causa è alta e la vita per essa non è spesa invano. Un amico mi ha convinto a prendere i sacramenti. Mi sono già confessato, tra poco mi comunicherò. Lo faccio non tanto perché sia giunta finalmente la fede che tu hai. No, purtroppo, ma dal profondo dell'anima il gesto di umiltà e di pace ha riguadagnato le sfere della coscienza. Ne sono lieto e muoio tranquillo: se Dio c'è, Esso non potrà scacciarmi lontano.

• Paolo Braccini (36 anni)

Gianna, figlia mia adorata, è la prima ed ultima lettera che ti scrivo e scrivo a te per prima, in queste ultime ore, perché so che seguito a vivere in te. Sarò fucilato all'alba per un ideale, per una fede che tu, mia figlia, un giorno capirai appieno. Non piangere mai per la mia mancanza, come non ho mai pianto io: il tuo Babbo non morrà mai. Egli ti guarderà, ti proteggerà ugualmente: ti vorrà sempre tutto l'infinito bene che ti vuole ora e che ti ha sempre voluto fin da quando ti sentì vivere nelle viscere di tua Madre. So di non morire, anche perché la tua Mamma sarà per te anche il tuo Babbo: quel tuo Babbo al quale vuoi tanto bene, quel tuo Babbo che vuoi tutto tuo, solo per te e del quale sei tanto gelosa. Riversa su tua Madre tutto il bene che vuoi a lui: ella ti vorrà anche tutto il mio bene, ti curerà anche per me, ti coprirà dei miei baci e delle mie tenerezze. Sapessi quante cose vorrei dirti ma mentre scrivo il mio pensiero corre, galoppa nel tempo futuro che per te sarà, deve essere felice. Ma non importa che io ti dica tutto ora, te lo dirò sempre, di volta in volta, colla bocca di tua Madre nel cui cuore entrerà la mia anima intera, quando lascerà il mio cuore.
Tua Madre resti sempre per te al di sopra di tutto.
Vai sempre a fronte alta per la morte di tuo Padre.

Il cappellano che ci assiste, e col quale ho avuto anche un cordiale colloquio, mi ha detto che svolgendo certe pratiche è possibile riavere il cadavere. Fatelo, a me non importa nulla, ma so che per voi può e potrà essere un conforto; se, poi, tu facessi la tomba in un posto ove un giorno (molto lontano) ti potessi riavere vicino a nanna con me, allora ne sarei contento. Attenderò quel giorno con tutta la passione mia, ma che venga lontano, in modo che tu possa vedere i figli di nostra figlia più grandi di quel che ho visto io mia figlia. 
Il mondo migliorerà, siatene certe: e se per questo è stata necessaria la mia vita, sarete benedette.

• Antonio Brancati (23 anni)
Sono stato condannato a morte per non essermi associato a coloro che vogliono distruggere completamente l'Italia. 
Vi giuro di non aver commessa nessuna colpa se non quella di aver voluto più bene di costoro all'Italia, nostra amabile e martoriata Patria.
Voi potete dire questo sempre a voce alta dinanzi a tutti.
Se muoio, muoio innocente.

• Mario Brusa Romagnoli (18 anni)
Mi sono perduto alle ore 12 e alle 12 e 5 non ci sarò più per salutare la Vittoria.

• Domenico Cane (30 anni)
Se non ho saputo vivere, mamma, so morire, sono sereno perché innocente del motivo che muoio, vai a testa alta e dì pure che il tuo bambino non ha tremato.

• Giacomo Cappellini (36 anni)
Muoio cosciente di aver compiuto il mio dovere sino all'ultimo e senza alcun rimorso di coscienza circa il mio modo d'agire, tutto dedito a un ideale: la Patria.

• Andrea Caslini (23 anni)
Tanti saluti a chi domanderanno di me. Arrivederci in cielo. 
W l'Italia martoriata che presto rifiorirà libera e indipendente.

• Giordano Cavestro (18 anni)
Cari compagni, ora tocca a noi. Andiamo a raggiungere altri tre gloriosi compagni caduti per la salvezza e la gloria d'Italia. 
Voi sapete il compito che vi tocca. Io muoio, ma l'idea vivrà nel futuro, luminosa, grande e bella. Siamo alla fine di tutti i mali. Questi giorni sono come gli ultimi giorni di vita di un grosso mostro che vuol fare più vittime possibile. 
Se vivrete, tocca a voi rifare questa povera Italia che è così bella, che ha un sole così caldo, le mamme così buone e le ragazze così care.
La mia giovinezza è spezzata, ma sono sicuro che servirà da esempio. 
Sui nostri corpi si farà il grande faro della Libertà.


• Bruno Cibrario (21 anni)
Da buon garibaldino ho combattuto, da buon garibaldino saprò morire. La nostra idea trionferà ed io avrò contribuito un poco - sono forse un presuntuoso -.

Ricordami e sii felice. Ti auguro ogni bene, non piangere per me. Non si piangono i caduti per l'Idea. Nel tuo ricordo muoio felice.

• Luigi Col (19 anni)
Un'idea è un'idea e nessuno la rompe. A morte il fascismo e viva la libertà dei popoli.

• Amerigo Duò (21 anni)
Se voi mi vedeste in questo momento sembra che io vada ad uno sposalizio, dunque su coraggio, combattete per una idea sola, Italia libera. Ricordate che io non muoio da delinquente ma da Patriota e io muoio per la Patria e per il benessere di tutti, dunque chi si sente continui la mia lotta, la lotta per la comunità.

• Costanzo Ebat (33 anni)
Mario, piccolo mio Ninì, [...], soprattutto ama e abbi fede nella Patria. Ad essa anteponi tutti gli affetti e se ti chiede la vita offrigliela cantando. Sentirai allora, come io lo sento adesso, quanto è bello morire per lei e che la morte ha un effettivo valore. 
Sappi e non dimenticarlo mai che il tuo papalino se ne va sorridendo, fiducioso e senza un attimo solo di debolezza, da uomo forte di nervi e di animo, sicuro di aver fatto fino all'ultimo istante il suo dovere verso la Patria amata. 
Sii uomo forte e fiero, buono e giusto.



Con questo post partecipo all'iniziativa di Strawberry, il Book blogger May. Per tutte le informazioni cliccare qui
Il tema scelto da Strawberry per questa settimana oscillante tra il 25 aprile e il primo maggio è: 
I libri tra svago e impegno: per ricordare chi eravamo, chi siamo e chi potremo essere 

Con questo post è almeno chiaro che genere di italiani eravamo. 
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