6 settembre 2013

Cinquanta smagliature di Gina, frasi [Rossella Calabrò]

In ogni donna ci sono almeno cinquanta (mila) sfumature, sbavature, smagliature, che la rendono tanto ricca interiormente quanto incomprensibile all’altra metà del cielo. In questo libro, di smagliature femminili ne racconteremo soltanto cinquanta, un numero che va molto di moda in questo momento. Ma cosa si intende per smagliature? Be’, si intende quel po’ di sovrappeso emotivo che tutte noi abbiamo, quelle bislacche imperfezioni che ci rendono così ipersensibili, complicate, esperte di film dell'orrore che proiettiamo dentro di noi ogni volta che per esempio un fidanzato non risponde subito ai nostri sms (non mi ama più e/o sta scrivendo a un'altra), un'amica ci trova un po' stanche (stanca? Vuol dire brutta?), la bilancia segna un etto in più (ecco, sono obesa). Cinquanta smagliature di Gina vi propone un rimedio naturale al cento per cento, consigliatissimo contro le smagliature interiori. Si chiama autoironia. Che, combinazione, oltre a far più bella la pelle come ogni sorriso, è l'arma di seduzione più efficace che ci sia. Meglio del botox.

Il contenuto-tipo di una borsetta ginesca può essere rappresentato efficacemente da questo piccolo elenco:
Un portafogli, solitamente tenuto aperto per pigrizia, ma che produce gradevoli sorprese tipo farci trovare una banconota da venti euro infrattata nella bustina degli assorbenti.
Un cellulare, del diffuso modello che quando suona diventa invisibile.
Due sigarette spezzate.
Trecentoventi piccole briciole di tabacco, più una grossa.
Sette accendini rubati.
Un rossetto senza tappo, pralinato al tabacco.
Uno specchio pieno di ditate.
Diciannove monetine da 2 centesimi che pascolano sul fondo.
Una monetina da 5 centesimi che fa la gradassa, ma in realtà si sente sola.
Una penna prestidigitatrice, stessa marca del cellulare, che sparisce quando serve. Essa però non suona.
Un elastico per capelli che inspiegabilmente teniamo sul polso, nonostante sia calvo.
Una bottiglietta d’acqua per combattere panico e cellulite in un solo sorso.
Un paio di calze autoreggenti per tradire il marito sul posto di lavoro.
Un paio di occhiali unti di focaccia.
Un taccuino Moleskine nero, che odiamo perché abbiamo scoperto dopo che esisteva anche rosso e persino viola. Cazzo.
Tredici scontrini del bar appallottolati, che giocano a biglie.
Un portachiavi con venti chiavi, diciassette delle quali non sappiamo cosa aprano.
Un chewing-gum masticato e sputato, avvolto in un pezzo di carta.
Un fazzoletto di terra.
Otto cani bassotto (scherzavo).

Lo shopping è l'unica attività al mondo che non ha secondi fini. Una Gina fa shopping per fare shopping.
Stupisce la grossolana superficialità di chi pensa che i capi acquistati si debbano anche indossare.

Non pronunciate nemmeno lo sciagurato commento «Tanto ricrescono», quando la Gina si è tagliata i capelli e vi chiede come sta. Rischiate che venga tagliato qualcos'altro, che poi mica vi ricresce. Se la Gina, dopo l'evirazione, vi dice: «Tanto ricresce», non ci credete.

Passiamo la vita a farci apprezzare per la personalità e non per l'aspetto fisico. Quando finalmente ci apprezzano per la personalità e non per l'aspetto fisico, ci girano i coglioni.

Ma parliamo ora dell’eyeliner, quella cosa che, come le linee della mano nella chiromanzia, determina il futuro di una persona. Se la linea nera sulla palpebra superiore viene bene, ogni Gina avrà una giornata meravigliosa, ricca di incontri seducenti e di successo, perché si sentirà bella. Se la linea viene tremula e stortignaccola, è scientifico: sarà una giornata di merda. I signori Gigi sono avvisati. L’eyelinermanzia è una scienza esatta.

Ma com'è che ’sti capelli non stanno mai come li mettiamo noi? Cos'hanno, una personalità anche loro? Sono posseduti? Parlano, magari? E se parlano, dicano una volta per tutte cosa cazzo vogliono, cosa c’è che non va, cosa li rende così inquieti, così crespi, così fottutamente stronzi. Mica per altro, è che se ci svegliamo la mattina con i capelli stronzi, ci si smaglia l'umore per tutta la giornata e diventiamo centomila volte più stronze di loro.

Quando con un uomo ci sentiamo libere di essere totalmente noi stesse, quello è l'uomo giusto.


♥ I miei scarabocchi su "Cinquanta smagliature di Gina"


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