29 giugno 2014

Amore, ecc., Julian Barnes [È intelligente, non l'ho mai negato, ma non abbastanza per capire che non basta.]

Scarabocchi estivi, perciò frettolosi, perciò piuttosto casuali.
E, visto che il libro l'ho letto il mese scorso, saranno anche scarabocchi a scoppio ritardato. Vediamo un po' quello che mi ricordo.

Amore, ecc. non mi ha entusiasmata. È andato dritto dritto a infoltire quella schiera di libri mediamente leggibili, che non disprezzo e che non amo.
Il romanzo è raccontato in prima persona dai tre protagonisti, che si alternano mostrando ogni situazione da più punti di vista: dalla prospettiva cioè di Stuart, Gillian e Oliver.
La trama è semplice. Ci sono due uomini profondamente diversi ma molto amici, Stuart e Oliver. Il primo è un uomo mediocre, ai limiti del noioso, uno con la vita tranquilla e regolare, un grigio bancario, un tipo normale, buono. Oliver è tutto il contrario: un essere sopra le righe che vive nel caos, in mezzo alle donne, un antipatico intelligentone snob e altezzoso, che non ha ancora trovato un percorso di vita stabile. Succede che Stuart una sera conosce Gillian e, colpo di scena, i due sembrano amarsi. Si amano così tanto che presto si sposano. L'idillio dura poco perché anche Oliver capisce di amare Gillian e comincia a fare tutto il possibile per rubarla all'amico d'infanzia.
Insomma: Amore, ecc. è la storia di un tipico triangolo amoroso, dove due amici amano la stessa donna.
Ho sorriso e l'ho baciato. Più tardi, ho riflettuto: ma se due uomini totalmente diversi fra loro come Oliver e Stuart possono entrambi innamorarsi di me, quale me io sarò mai? E quale me può innamorarsi prima di Stuart, poi di Oliver? La stessa me, oppure un'altra?
Non ho trovato la trama particolarmente originale, ma originale è stato il modo in cui è stata sviluppata dall'autore. Le parti in cui a parlare in prima persona era Oliver le ho trovate piuttosto noiose, anzi, più che noiose direi di difficile lettura. Sarà anche per l'antipatia a pelle che provavo per lui, può essere, comunque ho faticato per leggere le parti in cui era lui il narratore.
I personaggi sono ben definiti, ma non mi sono entrati nel cuore, nessuno.
Ci sono tantissimi refusi. Di solito proprio non bado a queste cose, ma in Amore,ecc. ce ne sono davvero troppi per far finta di niente. Hanno dato fastidio pure a me che non sono per niente una fanatica della forma.

Rileggendo quello che ho appena scritto mi rendo conto di aver trovato molti più contro che pro a questa storia. Se non l'ho completamente bocciata è di sicuro per il merito dell'autore che ha un modo di scrivere davvero "bello": complicato a volte, sopra le righe altre, però bello. Sì, lo so che bello è un aggettivo molto fine a se stesso, però quello mi viene in mente, adesso.
Julian Barnes l'ho conosciuto da poco con il suo Il senso di una fine (clic), che ho apprezzato più di Amore, ecc..

A proposito di Amore, ecc. vi consiglio di leggere il post che la lettrice rampante gli ha dedicato mesi fa, post dedicato alla traduzione del titolo dall'inglese all'italiano. Un vero e proprio pasticcio di cui mi sono accorta quando ho cercato di aggiungere il libro alla libreria goodreads. Non so per quale motivo ma in lingua originale Amore, etc. è il titolo del seguito di questo primo libro, di cui ho parlato oggi. In Italia invece il seguito si intitola Amore, dieci anni dopo, seguito che al momento non ho comunque particolarmente voglia di leggere, a prescindere da quale sia il titolo.
Io non dispongo di quello che comunemente viene definito un carattere estroverso. Quando mi capita di conoscere persone di mio gusto, anziché dire di più e fare domande e dimostrargli che mi sono simpatiche, io mi chiudo come un riccio, ammutolisco come se mi aspettassi di essere loro antipatico o di non essere abbastanza interessante. E così, ovviamente, non mi trovavo abbastanza interessante. E la volta successiva io me ne ricordo, ma invece di trovare la determinazione necessaria per comportarmi meglio, sono di nuovo completamente bloccato. Mezza umanità sembra sicura di sé, l'altra metà si comporta in modo opposto, e io non so come si riesca a fare il salto da una metà a quell'altra. Per dar prova di sicurezza bisogna essere a priori sicuri e fiduciosi: non è altro che un circolo vizioso.
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