24 dicembre 2014

Caro Babbo Natale... [Calendario dell'avvento // 24 dicembre]


Caro Babbo Natale,
sono le 23:01 e tra pochissimo andrò a mettermi il pigiama, prima però ti scrivo, sperando che non sia troppo tardi, ma non credo visto che giusto ieri ho incontrato in cartoleria una mamma che stava comprando la carta da lettere per scrivere proprio a te: IERI!
Caro Babbo Natale,
tolto questo preambolo, inizio la mia lettera come le ho iniziate ogni anno: tutto sommato penso di essere stata una brava piccola donna quest'anno, anche se sono stata più irascibile e schietta del solito e, in certi frangenti, ho eliminato tutta la proverbiale diplomazia dei bilancini. Ho litigato come una pazza e ne sono proprio contenta. Sì, lo so che dobbiamo essere buoni, ma non tanto da passare sempre da tonti, perciò sono orgogliosa dei rapporti finti che oggi non ho più e di quelli nuovi, che in quest'anno sono nati. Ti chiedo di non farmi perdere la mia vena polemica e di aiutarmi a tirarla fuori magari con più calma, senza panico e sudorazioni. Caro Babbo Natale, potresti portarmi, ad esempio, la capacità per uscire fuori bene dalle situazioni, se tu potessi portarmi un regolatore di emotività te ne sarei grata. Mi farebbe comodo un aggeggio con un pulsante da schiacciare per far smettere le lacrime di uscire, ché certe volte proprio non servirebbero. Grazie.
Caro Babbo Natale,
dammi un punto su cui focalizzarmi. Quest'anno compirò 25 anni, l'età che mi sono sempre data come punto di vero inizio della mia vita adulta, ma che adulta sarò? Se non mi trucco (e non mi trucco quasi mai) mi danno 18 anni, c'è ancora chi mi chiede se vado a scuola, forse la mia aria da svampita con la testa tra le nuvole accentua un po' la cosa, ma quella non farmela perdere, né quest'anno né mai. L'unica cosa che mi manca per essere una venticinquenne realizzata credo sia un po' d'intraprendenza, un po' di coraggio, la forza per prendere in mano un sogno e trasformarlo in un obiettivo su cui mettere la faccia.
Caro Babbo Natale,
regalami la costanza. Portami la voglia di tornare a scrivere ogni giorno una storia a metà, come facevo una volta, e la curiosità di non fermarmi alle cose che già so. 
Caro Babbo Natale, gradirei tu mi portassi la bacchetta magica per incastrare tutto alla perfezione, per non lasciarmi schiacciare dalla monotonia di un lavoro che vorrei continuasse, ci mancherebbe altro, ma con il quale devo ancora fare i conti. A proposito di 25 anni e vita adulta, penso sia il mio primo vero lavoro, quello da otto ore al giorno tutti i giorni, arrivato un po' per caso a stravolgere tutti i miei progetti dicembrini, arrivato forse nel momento in cui ero più pronta, più consapevole del fatto che ho compiuto delle scelte per cui devo imparare ad agire di conseguenza. Fammi rinnovare il contratto, Babbo Natale, una due magari dieci volte, non lo so. E fammi non avere paura della monotonia. Dei cambiamenti. Degli orari diversi.
Caro Babbo Natale,
portami tanti libri belli e fammi ascoltare tante storie.
Caro Babbo Natale,
fammi innamorare meno frequentemente di meno persone, portami un uomo, uno, che renda la mia vita più bella, che non mi annoi, che non mi stufi dopo due giorni. Lo so che sono esigente e complicata e asociale e solitaria e poco incline ai rapporti superficiali e poco portata per le cose mediocri, lo so che voglio tutto o niente, che vedo bianco o nero, lo so che non mi accontento e non mi lascio andare al primo che passa solo perché è il primo che è passato. Se tu potessi rendermi un po' più malleabile e meno intransigente sarebbe utile forse, ma nel caso fosse troppo complicato ti do delle indicazioni per quell'uno che vorrei trovare sotto l'albero, oppure a passeggio o in mezzo a un campo o in un locale o a Ferragosto: dove vuoi tu. Potresti ispirarti, per esempio, a Luca Argentero, magari a De Niro, Elio Germano, Flavio Insinna. Dai, ispirati a Flavio Insinna. Un uomo senza pancia è come un cielo senza stelle e io, quell'uomo, lo amo follemente. Dai, Babbo Natale, concorderai con me che non ti ho chiesto il più fighissimo di Holliwood, no? Vedi quello che puoi fare, non mi deludere.

Buon Natale, buon anno, buone feste a tutti!


23 dicembre 2014

L'albero dei poveri, Gianni Rodari [Calendario dell'avvento // 23 dicembre]


Filastrocca di Natale,
la neve è bianca come il sale,
la neve è fredda, la notte è nera
ma per i bimbi è primavera:
soltanto per loro, ai piedi del letto
è fiorito un alberetto.
Che strani fiori, che frutti buoni
oggi sull’albero dei doni:
bambole d’oro, treni di latta,
orsi dal pelo come d’ovatta,
e in cima, proprio sul ramo più alto,
un cavallo che spicca il salto.
Quasi lo tocco…
Ma no, ho sognato,
ed ecco, adesso, mi sono destato:
nella mia casa, accanto al mio letto
non è fiorito l’alberetto.
Ci sono soltanto i fiori del gelo
sui vetri che mi nascondono il cielo.
L’albero dei poveri sul vetro è fiorito:
io lo cancello con un dito.
[Gianni Rodari] 

22 dicembre 2014

Segnaposto pupazzo di neve in polistirolo [Calendario dell'avvento // 22 dicembre]


Il calendario dell'avvento sta giungendo al termine, Natale è dietro l'angolo davvero ormai. Posso già dire che è stato bello per me addobbare il blog in questo modo, quest'anno, avrei voluto starci un po' più dietro, ma impegni lavorativi imprevisti e piacevoli mi hanno tenuta più lontana di quello che immaginavo un mese fa, in ogni caso, ora posso dirlo: sono riuscita davvero a farvi aprire 24 caselline!
Tra due giorni il blog torna alla normalità, nel frattempo beccatevi l'ultimo segnaposto che ho realizzato ormai diversi anni fa.


• Occorrente:
          - un quadrato di cartone
          - vinavil
          - neve finta
          - candeline
          - palline di polistirolo di grandezze diverse
          - cartoncini e pennarelli
          - colla a caldo
          - ovatta
          - stoffa
          - pennarello nero indelebile

• Preparazione
Con la colla a caldo fissare una sfera grande di polistirolo a una più piccola, in modo da formare la testa e il corpo del pupazzo di neve. Aiutandosi sempre con la colla a caldo fissare la stoffa per creare la sciarpa e il cappuccio, alla cui estremità va fissato un batuffolino di ovatta.
Disegnare il volto e i bottoni col pennarello nero indelebile.
Attaccare al corpo, come se il pupazzo stesse leggendo, un cartoncino piegato come fosse un libro, sulla cui copertina si può scrivere il nome dell'ospite o semplicemente una frase augurale.
Per la base cospargere di vinavil e neve finta un quadratino di cartone, infine attaccarci sopra il pupazzo e la candelina.

Buon lavoro, ancora!

20 dicembre 2014

Il mio albero riciclato parte 4: ghirlanda di carta [Calendario dell'avvento // 20 dicembre]


Ecco l'ultima puntata dedicata al mio alberello di Natale riciclato di quest'anno.
Oggi non c'è nessuna decorazione da appendere sotto la finestrella del calendario, ma una ghirlanda di carta con cui avvolgere tutto l'albero.


• Occorrente:
          - cerchietti di carta bianchi;
          - vinavil;
          - porporine;
          - macchina da cucire.

• Preparazione
L'idea per realizzare questa ghirlanda l'ho trovata qui, vi invito a visitare quel post perché ci troverete immagini più esplicative delle mie parole.
Innanzitutto bisogna procurarsi tanti cerchietti di cartoncino bianco, dopodiché bisogna cucirli a macchina. Pensavo che questa fosse un'operazione complicata e invece si è rivelata piuttosto veloce e semplice. A destra vi copio un'immagine dal blog sopra citato, così per farvi capire il procedimento.
Una volta ottenuta una lunga collana di cerchi di carta, col vinavil e le porporine bisogna decorarla. Ecco, l'operazione più complessa è stata senz'altro questa, credo che semmai volessi rifare una cosa del genere, per un altro Natale, eviterei quest'ultimo passaggio.



Un art attack semplicissimo, ma di grande effetto, secondo me!

19 dicembre 2014

Segnaposto di campagna [Calendario dell'avvento // 19 dicembre]


Oggi vi mostro un'idea semplice e d'effetto, molto naturale. Certo per voi sarà più semplice realizzarla se siete un po' di campagna, come me.



• Occorrente:
          - gusci di noci aperti esattamente a metà;
          - bomboletta spray oro;
          - ruzzolette di legno;
          - una candela piccola rossa;
          - porporina rossa;
          - vinavil;
          - colla a caldo.

• Preparazione
Iniziate procurandovi le ruzzolette di legno, poi verniciate i gusci delle noci d'oro. Quando saranno asciutti attaccateli con la colla a caldo al legno, quasi a formare un fiore di cinque petali. Al centro, sempre con la colla a caldo, fissate una candelina. Infine, con il vinavil e la porporina rossa decorate i gusci di noce. 

Un art attack semplicissimo, ma di grande effetto, secondo me!

18 dicembre 2014

Il mio albero riciclato parte 3: decorazioni coi tappi delle passate di pomodoro [Calendario dell'avvento // 18 dicembre]


Terza puntata dedicata al mio alberello riciclato, dopo i vecchi cd e i portasorprese degli ovetti Kinder, oggi tocca ai tappi delle passate di pomodoro.


• Occorrente: 
          - tappi delle passate di pomodoro bianchi;
          - porporine azzurre, blu, argento;
          - vinavil;
          - trapano o punteruolo per bucare i tappi;
          - laccetto argentato.

• Procedimento
Semplicissimo. Prendere i tappi bianchi, se non sono bianchi colorateli con la vernice spray, bucateli con un punteruolo o col trapano, come vi viene meglio. Col vinavil tracciare dei disegni e cospargerli di porporine, io ho fatto solo cuoricini stavolta!
Una volta che sarà tutto asciutto fare un cappio col laccetto argentato. Fatto? Ora potrete appendere i vostri ex tappi di pomodoro all'albero di Natale più strampalato del mondo!





17 dicembre 2014

Playlist natalizia [Calendario dell'avvento // 17 dicembre]




Il sottofondo preferito dei miei addobbi, dei miei sbrilluccicamenti e anche di certe mattine particolarmente grige, andando a lavorare. 
1- Cold December night // Michael Bublé
2- Jingle bells rock // Disney
3- All I want for Christmas is you // Mariah Carey
4- Let it snow // Dean Martin
5- Sarà Natale se (questa è una new entry di quest'anno, la mia nipotina ne va pazza!)
6- Happy Xmas (war is over) // John Lennon

E le vostre canzoni natalizie di questo 2014 quali sono?

16 dicembre 2014

Credere ancora a Babbo Natale, Daniele Cappato [Calendario dell'avvento, 16 dicembre]


Questa lettura rapida e molto, molto natalizia, mi è stata simpatica fin dall'inizio, fin dalla dedica: a mio padre e alla sua romantica idea che ognuno di noi debba avere almeno un libro nel cassetto.
Già, un cassetto, con un libro o magari soltanto un sogno. Da bambini ce l'avevamo no? Lo conservavamo gelosi fino a quando lo buttavamo su una carta da lettere colorata, dove la nostra calligrafia storta, che ci sforzavamo di fare meglio possibile, giurava la nostra bontà e in cambio non chiedeva altro che quel sogno uscisse da quel cassetto. 
Ma quanto farebbe comodo avere anche da grandi qualcuno in grado di aiutarci a realizzare un nostro progetto? Ma quanto sarebbe bello riscrivere davvero a Babbo Natale e ricrederci, soprattutto, almeno un po'? I cinque protagonisti di questo libricino ci provano: sono Daniele, Alessio, Marco, Chiara, Andrea, giovani adulti trentenni alle prese con la loro vita che adulta ancora non è e che non sa esattamente come spiccare il volo. 
È Daniele che invita i suoi amici a scrivere a Babbo Natale, la prima volta nel 2008, fingendo di crederci, scrivendo in realtà alla propria coscienza. Sono lettere più complesse di quelle della loro infanzia, il sogno nel cassetto non è chiuso in uno scatolone e non lo troveranno mai sotto l'albero, eppure continuano a scrivere lettere per cinque anni, alla ricerca di risposte, della propria casa, della propria famiglia, della propria strada da battere. Succede così che, di anno in anno, con l'aiuto o no di Babbo Natale (chi lo sa), tutti diventano grandi. Nascono bambini, muoiono madri, si piantano radici o si vola via. Tutti cresciuti, nel giro di cinque anni. 

Non so voi, ma io nei miei diari scrivo quasi ogni anno una letterina simile a quella dei cinque protagonisti. Non chiedo mai qualcosa di materiale, convinta come sono che non sia il concreto la mia mancanza più grande. Di solito chiedo intraprendenza, forza di volontà, un po' di coraggio, tanta autostima. 
Non pensavo ci fosse qualcuno, adulto, in grado di scriverci un libro, su Babbo Natale. E invece.
A me è anche piaciuto molto, sarà che appunto mi sento tante volte incompleta come quei cinque trentenni, sarà che mi piace sperare che anche a me porteranno fortuna le lettere che scrivo. Certo, ora che ci penso, non le spedisco da quasi vent'anni, funzioneranno lo stesso?

Credere ancora a Babbo Natale è una lettura che consiglio con tutto il cuore, perché nella sua semplicità, adatta al Natale, è in realtà anche un affresco piuttosto realistico della generazione dei trentenni di oggi, considerati giovanissimi dalla società, ma che in fondo giovanissimi-issimi-issimi non sono più, non abbastanza per non avere quel senso di inadeguatezza che li caratterizza, nei confronti del lavoro, dell'amore o, più in generale, verso tutte le responsabilità. 

Ecco, caro Babbo Natale, ti prego fai in modo che i trentenni abbiano voglia di prendersi qualche responsabilità, fai in modo che qualcuno abbia voglia di responsabilizzarli e fai in modo che si smetta di considerare ragazzini i quarantenni. Per favore. 

15 dicembre 2014

Il mio albero riciclato parte 2: decorazioni coi contenitori degli ovetti Kinder [Calendario dell'avvento // 15 dicembre]


Seconda puntata sul mio alberello di Natale riciclato. La prima riguardava la trasformazione di vecchi cd, oggi invece vi racconto di come abbia colorato e reso natalizi i porta sorprese degli ovetti Kinder.




• Occorrente:
          - porta sorprese degli ovetti Kinder
          - vernice bianca spray
          - vinavil e pennellino
          - porporina bianca
          - acrilico azzurro
          - laccetto argentato
          - nastrino bianco
          - colla a caldo

• Procedimento
Verniciare i contenitori delle sorprese con la vernice bianca spray. Quando sarà asciutta colorare i contenitori con l'acrilico azzurro. Quando anche l'acrilico sarà asciutto decorarli con il vinavil e la porporina bianca, io ho fatto due striscioline e basta.
Sulla testa del contenitore attaccare con la colla a caldo un cappio argentato, infine, alla base del cappio, sempre con la colla a caldo fissare un fiocco bianco.

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13 dicembre 2014

Albero di Natale di crepes verdi e pomodorini [Calendario dell'avvento // 13 dicembre]


Il calendario dell'avvento è al suo giro di boa, tra dodici giorni sarà Natale.
Oggi vi voglio mostrare un antipasto davvero scenografico che ho fatto l'anno scorso, buono da mangiare, ma soprattutto bello da vedere.



• Ingredienti per le crepes verdi agli spinaci (ricetta presa qui):
          - 4 uova
          - 200 ml di latte
          - 150 g di spinaci lessati e strizzati
          - 120 g di farina
          - sale
          - 30 ml di olio
• Ingredienti per il ripieno e la decorazione:
          - sottilette
          - mortadella
          - pomodorini (i più piccoli)

• Preparazione
Iniziare tritando gli spinaci col frullatore, aggiungendo l'olio per rendere più semplice l'operazione. Mescolare gli spinaci con le uova, il latte e la farina. Salare. Fare le crepes.
In ogni crepe mettere alcune sottilette e una fetta di mortadella, poi arrotolare e lasciare che il tutto prenda quella forma. Quando le crepes sono ben fredde tagliarle a rotelline di circa un centrimetro e mezzo, disponendole su un piattino in modo da dare loro la forma di un alberello.
Infine decorare con i pomodorini e con una stella al formaggio infilata in uno stecchino.

Non è bellissimo?

12 dicembre 2014

Portatovaglioli di Babbo Natale [Calendario dell'avvento // 12 dicembre]


Dopo i segnaposto realizzati con i Ferrero Rocher, ecco un altro art attack, più veloce del primo, per rendere più bella la tavola natalizia.
Oggi vi racconto come fare dei Babbi Natale portatovaglioli davvero carini, per una decorazione proprio dell'ultimo minuto.


• Occorrente:
          - tovaglioli rossi
          - cartoncino bianco
          - cartoncino rosa
          - pennarello nero
          - forbici e colla
Clic per vederlo alla dimensione originale
Cliccare sulla foto qui sopra e salvarla a grandezza naturale. Stamparla. Da un cartoncino bianco ritagliare la sagoma di Babbo Natale, lungo le linee nere. Disegnare i baffi, poi da un cartoncino rosa ritagliare la faccia seguendo le linee che io ho fatto col rosa. Incollare il viso sul retro, poi tornare al "lato buono" e disegnare gli occhi. 
A questo punto piegare lungo le linee tratteggiate e incollare le due strisce bianche, praticamente dietro la testa di Babbo Natale.
Prendere infine un tovagliolo di carta rosso e piegarlo in modo da inserirlo precisamente dentro i cartoncini così da formare il cappuccio e il vestito di Babbo Natale.


11 dicembre 2014

La cena di Natale di "Io che amo solo te", di Luca Bianchini [Calendario dell'avvento // 11 dicembre]


Cercavo un libro natalizio e mi serviva una storia che fosse leggera visto il periodo piuttosto pieno di impegni. Avrei voluto leggere Dickens, in teoria, invece ho scelto Luca Bianchini, un autore che ancora non avevo mai incontrato.

Molto probabilmente non ha alcun senso quello che ho fatto, cioè leggere La cena di Natale di "Io che amo solo te" senza aver ancora letto Io che amo solo te, però essendo un seguito brevissimo, che avevo l'impressione fosse stato scritto a uso più che altro commerciale, ho pensato che non fosse proprio indispensabile conoscere il prima. 
In effetti la storia è molto semplice, c'è un amore latente e irrealizzabile tra Ninella e don Mimì, consuoceri, ci sono Chiara e Damiano, che si sono sposati da poco ma hanno anche loro enormi problemi (soprattutto lui, con la sua ex), ci sono Nancy e Orlando, lei alle prese con la sua insopportabile verginità a 17 anni e lui con la sua omosessualità che non è più un ostacolo all'amore, e altri parenti e amici che creano colore e confusione intorno a questa strana famiglia di Polignano.
La lettura è molto rapida, l'ideale in questo periodo natalizio, in cui anch'io, che di solito mi deprimo con letture piuttosto tragiche, l'ho trovata carina.
Sì, penso tuttora che sia stata un'operazione soprattutto commerciale e sì, penso tuttora che avrei fatto bene a leggere prima il romanzo di gran successo che l'ha ispirato, però, nonostante tutto, questo è un libricino leggero e divertente che mi sento di consigliare in questo periodo d'avvento in cui tutti siamo più buoni.

Ho avuto una buona impressione dell'autore e che io mi spenda in belle parole per uno scrittore che fa ridere spero faccia capire che ho sorriso davvero, qualche volta, in queste pagine. È facile farmi commuovere con le storie, ma farmi ridere è molto più complicato. Dalle poche pagine di questa cena di Natale ho avuto l'impressione che Bianchini potrebbe essere uno dei pochi eletti in grado di riuscirci, perciò sicuramente ci rincontreremo al più presto.

10 dicembre 2014

Ricetta degli amaretti di casa mia [Calendario dell'avvento // 10 dicembre]


Oggi un momento di tipicità, della mia tipicità preferita penso, a parte il pandoro: sotto la nona casellina di questo calendario dell'avvento c'è la ricetta che usa la mia mamma per fare gli amaretti.


• Ingredienti:
          - 3 albumi
          - 250 g mandorle pelate
          - 70 g mandorle amare pelate
          - 320 g zucchero

• Procedimento
Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale. Tritare le mandorle, sia quelle normali che quelle amare, poi mischiarle delicatamente con gli albumi e lo zucchero. Su una teglia rivestita di carta da forno disporre piccole quantità di impasto della dimensione di una noce. Lasciar cuocere per 30-35 minuti in forno a 120 gradi.

Buon appetito!

9 dicembre 2014

Il mio albero riciclato, parte 1: decorazioni coi vecchi cd [Calendario dell'avvento // 9 dicembre]


È tradizione ormai che io mi diletti nel realizzare un piccolo alberello tutto mio, nella mia camera. Lo decoro in modo del tutto sperimentale di solito, come non mi sarebbe mai permesso fare con il vero albero di Natale di casa, quello molto più grande, molto più bello e molto più classico, sempre con qualcosa di rosso, ovviamente.
Quest'anno l'albero in sala è bianco e rosso, mentre il mio l'ho fatto bianco, azzurro, argento e blu. Ho usato un po' di palline degli anni precedenti, per il resto ho costruito con le mie mani gli addobbi. La spesa totale credo si aggiri intorno ai cinque euro. 
Oggi vi mostro come riciclare vecchi cd e trasformarli in decorazioni molto luminose e originali.


• Occorrente:
          - vecchi cd
          - vernice bianca spray
          - vinavil e pennellino
          - porporine azzurre, argentate, bianche e blu
          - laccetto argentato

A seguire, le istruzioni in un'immagine.
Buona giornata e mi raccomando: imbrilluccicatevi tutti!

8 dicembre 2014

Orsacchiotti natalizi da attaccare alle finestre [Calendario dell'avvento // 8 dicembre]


Ecco l'8 dicembre. Siamo arrivati al giorno in cui casa mia si riempie di luci, finalmente. Quest'anno avremo un albero rosso e bianco e, al finestrone della sala, pupazzi di neve accompagnati da Babbo Natale e tutta la sua slitta. 
Mentre voi aprirete questa casella di quest'ultima festa prima del Natale io probabilmente avrò in testa un cappello con le stelline luminose oppure le corna della renna coi campanellini, non lo so. Fischietterò le canzoni di Bublé e canterò quelle italiane, in coro coi bambini che le hanno registrate. 
Christmas is coming to town davvero ormai, è l'8 dicembre.

Ma torniamo al calendario dell'avvento.
Vi piace decorare le finestre? A me sì, certo. Le addobbo da quando andavo alle medie, perché è in quegli anni che ho smesso di essere una personcina sobria, almeno per queste cose. È successo a causa della mia prof di italiano, che, oltre a farmi amare le parole mie e altrui, mi prestava delle bellissime riviste piene di quelli che oggi, ai tempi di internet e di Pinterest, chiameremmo D.i.y. (Do It Yourself). Aveva giornali bellissimi, che oggi compro anch'io, ma di cui a dodici anni ignoravo l'esistenza. 

Ma ritorniamo al calendario dell'avvento. 
Oggi vi presento due orsacchiotti che hanno assistito a molte tombolate nel corso degli anni.


• Occorrente:
          - cartoncino bianco
          - pennarello nero indelebile
          - carta carbone
          - carta lucida
          - scotch

• Procedimento
Cliccate sulle due immagini qui a lato, così vi si apriranno a grandezza naturale e potrete così salvarle. Fatto? Bene, ora stampatele, ovviamente potete ingrandirle o rimpiccolirle secondo le vostre esigenze.
Una volta ottenuta la dimensione giusta ricalcate i bordi della sagoma degli orsacchiotti sulla carta lucida o, se non ce l'avete al momento, sulla carta da forno (andrà benissimo comunque). 
Con la carta carbone riportate la sagoma dell'orso sul cartoncino bianco. Ripassate i bordi col pennarello nero, disegnate anche l'occhio, la bocca e il ginocchio.
Tagliate ogni parte e attaccatela con cura al vetro con lo scotch ripiegato, in modo che non si veda. Il mio consiglio è di iniziare a comporre il soggetto, pezzo dopo pezzo, dalla parte più grande. 
Alla fine vi assicuro che l'effetto sarà bellissimo!

Buon lavoro!

6 dicembre 2014

Stelline al formaggio [Calendario dell'avvento // 6 dicembre]


Sotto la sesta casellina del calendario ho nascosto un antipastino semplice e gustoso, per chi ama il formaggio. La ricetta viene da Giallo Zafferano



• Ingredienti:
          - 125 g di farina
          - 80 g di burro
          - 100 g di parmigiano grattugiato
          - un pizzico di sale
          - 1 albume per decorare
          - mortadella o rosmarino per decorare

• Procedimento
Far ammorbidire il burro, nel frattempo mescolare la farina al parmigiano. Salare e aggiungere il burro, impastare fino a ottenere un panetto liscio e omogeneo. Farlo riposare un po' in frigo, poi spianare l'impasto e ritagliare tante stelline (o alberelli di Natale o quello che volete!). L'impasto è piuttosto friabile, magari può essere una buona idea stenderlo tra due fogli di carta da forno.
Disporre tutte le stelle su una teglia rivestita con la carta da forno, spennellarle con la chiara dell'uovo e appoggiarci sopra un pezzettino di mortadella. La decorazione è in realtà tutta in funzione dei propri gusti, magari si possono usare delle spezie o anche un pochino di rosmarino. Io generalmente uso la mortadella o comunque un salume.
In ogni caso, cuocere a 180° per circa 10 minuti. Far freddare i frollini nella teglia prima di spostarli.

5 dicembre 2014

Segnaposto: come i Ferrero Rocher diventano angioletti [Calendario dell'avvento // 5 dicembre]


Dietro la quinta finestrella del mio calendario dell'avvento si nasconde uno dei segnaposti più semplici che ho fatto, nel corso di tutti i vari Natali. Mi sembra di aver preso l'idea da una rivista, ma sinceramente non ricordo quale.
Comunque il risultato è questo, spero che vi piaccia. Purtroppo poi starà a voi decidere se lasciare in vita il vostro angioletto oppure mangiargli il gustoso pancino.


• Occorrente:
          - Ferrero Rocher;
          - capelli d'angelo oro;
          - carta da regalo sempre sui toni dell'oro o comunque di una fantasia che vi piaccia per le ali;
          - perline di legno di 1 cm di diametro circa, per la testa;
          - perline di legno più piccole, per le mani;
          - pennarello nero indelebile a punta fine;
          - cartoncino rosso;
          - colla a caldo;
          - fil di ferro peloso di un colore adatto per fare le braccia dell'angelo, in termini tecnici il fil di ferro peloso (come lo chiamo io) si chiama nettapipe, mi sembra;
         
• Procedimento
Con la carta da regalo scelta ritagliare le ali, due per ogni angioletto in modo da incollarle per avere da entrambi i lati (davanti e dietro) la stessa fantasia. Per la forma delle ali ci si può ispirare, ad esempio, a queste qui sotto, che ho trovato qui, dove ci sono anche sagome di altri tipi di ali, ma queste mi sembrano le più adatte.
Credits
Tagliare i capelli d'angelo dorati a pezzi di circa 4 cm, legarli al centro con un po' di spago, poi attaccarli con una goccia di colla a caldo sopra la perlina di legno che diventerà la testa.
Disegnare i tratti del volto dell'angelo con un pennarellino indelebile. 
Tenere un attimo da parte sia le ali che la testa così composta, poi tagliare circa 5 cm di fil di ferro peloso per le braccia. Sempre con la colla a caldo attaccarlo sopra il Ferrero Rocher. attaccarci dietro le ali e sopra la testa. 
Da un cartoncino rosso ritagliare un cuoricino da far tenere in mano all'angelo. Quello è lo spazio per scrivere i nomi degli invitati oppure, più semplicemente, un messaggio d'auguri. Una volta scritto, il cuore va attaccato alla fine delle braccia, infine bisogna incollare le perline piccole al posto delle mani.

Ed ecco qua, l'angioletto col cuore morbido e goloso è pronto per finire nelle vostre belle tavole dorate!

4 dicembre 2014

Sì, Virginia, Babbo Natale esiste [Calendario dell'avvento // 4 dicembre]


Ho conosciuto la storia che sto per raccontarvi grazie a questo articolo che ho trovato su Il Post.

Era il 1897 e una bambina di otto anni, Virginia, aveva degli amici che le avevano detto che Babbo Natale era soltanto un'invenzione, secondo loro Babbo Natale non esisteva.
Li abbiamo avuti tutti quegli amici lì, no? Quelli che si sentono grandi, quelli che godono nel far sentire gli altri degli stupidi. Che cosa abbiamo fatto noi, quando un compagno di scuola ci ha detto che Babbo Natale non esisteva? Siamo andati a casa e abbiamo chiesto spiegazioni ai nostri genitori. È quello che, nel 1897, ha fatto anche Virginia, solo che suo padre si è lavato le mani, non le ha risposto e le ha consigliato di scrivere una lettera al direttore di un famoso giornale, perché Se lo dice quel giornale allora è vero.

Virginia scrive la sua lettera, questa:
Caro direttore, ho otto anni. Alcuni dei miei amici dicono che Babbo Natale non esiste. Mio papà mi ha detto: “se lo vedi scritto sul Sun, sarà vero”. La prego di dirmi la verità: esiste Babbo Natale? Virginia O’Hanlon
A queste poche parole ingenue e sincere segue una risposta, scritta dal giornalista Church. Pare che questa risposta sia diventata molto famosa e che a quel Yes, Virginia, there is a Santa Claus si siano ispirati cortometraggi e musical e moltissime altre cose. La sua fama non era arrivata a me, che, come ho scritto all'inizio, ho letto per la prima volta quella risposta di Church grazie all'articolo del Post.
Una volta letta, comunque, ho capito perché in America è così nota.
Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Credono che niente possa esistere se non è comprensibile alle loro piccole menti. Tutte le menti, Virginia, sia degli uomini che dei bambini, sono piccole. In questo nostro grande universo, l’uomo ha l’intelletto di un semplice insetto, di una formica, se lo paragoniamo al mondo senza confini che lo circonda e se lo misuriamo dall’intelligenza che dimostra nel cercare di afferrare la verità e la conoscenza.
Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e dalla vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe.
Non credere in Babbo Natale! È come non credere alle fate! Puoi anche fare chiedere a tuo padre che mandi delle persone a tenere d’occhio tutti i comignoli del mondo per vederlo, ma se anche nessuno lo vedesse venire giù, che cosa avrebbero provato? Nessuno vede Babbo Natale, ma non significa che non esista. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere. Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere.
Puoi rompere a metà il sonaglio dei bebé e vedere da dove viene il suo rumore, ma esiste un velo che ricopre il mondo invisibile che nemmeno l’uomo più forte, nemmeno la forza di tutti gli uomini più forti del mondo, potrebbe strappare. Solo la fede, la poesia, l’amore possono spostare quella tenda e mostrare la bellezza e la meraviglia che nasconde. Ma è tutto vero? Ah, Virginia, in tutto il mondo non esiste nient’altro di più vero e durevole. Nessun Babbo Natale? Grazie a Dio lui è vivo e vivrà per sempre. Anche tra mille anni, Virginia, dieci volte diecimila anni da ora, continuerà a far felici i cuori dei bambini.
 
Sulla pagina Wikipedia dedicata a questa storia si possono vedere gli originali della lettera di Virginia e dell'editoriale del giornalista.

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