2 marzo 2016

L'animale morente, frasi [Philip Roth]

La cultura era una cosa dalla quale voleva essere abbagliata, non un mezzo di sostentamento.

«Qualunque tipo di arte mi riempie di meraviglia». Ancora quella parola, «meraviglia», che usava sinceramente e con larghezza. 

Tutte queste chiacchiere! Le mostro Kafgka, Velasquez... Perché uno fa queste cose? Be', qualcosa devi fare. Questi sono i veli della danza. Non confonderla con la seduzione. Quella che mascheri è la cosa che ti ha spinto. la pura e semplice lussuria. I veli nascondono l'impulso, che è cieco.

Le donne, per gli uomini, sono davvero tanto incantevoli, una volta tolto il sesso? C'è qualcuno che trova incantevole un'altra persona di questo o di quel sesso se non nutre per lei un interesse di natura sessuale? Da chi, ancora, ti fai incantare così? Da nessuno.
Gli sto dicendo chi sono, pensa lei. Gli interessa sapere chi sono. Questo è vero, ma io sono curioso di sapere chi è perché la voglio scopare.

Cosa potrebbe esserci di più erotico, in questa situazione, dell'apparente assenza, in una donna eccitante, di ogni intento erotico?

Nel sesso, infatti, non c'è un punto di stasi assoluta. La parità sessuale non esiste e non può esistere, sicuramente non una parità dove siano pari le rispettive dotazioni, dove il quoziente maschile e il quoziente femminile siano in perfetto equilibrio. Non c'è modo di trattare metricamente questa cosa selvaggia e sfrenata. Non ci sono fifty-fifty come nelle transazioni d'affari.

Riesci a immaginarla, la vecchiaia? Naturalmente no. Io no. Non ci riuscivo. Non avevo idea di che cosa fosse. Non ne avevo neanche un'immagine falsata: non ne avevo alcuna immagine. E non c'è nessuno che abbia voglia di fare previsioni. Nessuno desidera affrontare queste cose prima che venga il momento. 

Bisogna fare una distinzione tra il morire e la morte. Non è tutto un morire ininterrotto. Se si è sani e ci si sente bene, è un morire invisibile. La fine, che è una certezza, non dev'essere per forza annunciata con spavalderia. No, tu non puoi capire. L'unica cosa che capisci dei vecchi, quando non lo sei, è che sono stati segnati dal loro tempo. Ma capire solo questo li mummifica nel loro tempo, ed equivale a non capire nulla. Per quelli che non sono ancora vecchi, essere vecchio significa essere stato. Ma essere vecchio significa anche - a dispetto, in aggiunta e oltre a «essere stato» - che sei ancora. Il tuo «essere stato» è molto vivo. Tu sei ancora, e uno è ossessionato tanto dall'«essere ancora» e dalla sua pienezza quanto dall'«essere stato», dal passato. Alla vecchiaia pensa così: il fatto che sia in gioco la propria vita è una semplice realtà quotidiana. Non possiamo fare a meno di sapere che cosa ci aspetta a breve scadenza. Il silenzio da cui saremo per sempre circondati. Per il resto, non è cambiato nulla. Per il resto, si è immortali per tutto il tempo che si è al mondo.

Gli uomini reagiscono alla gelosia dicendo: «Nessun altro l'avrà. L'avrò io: la sposerò. La catturerò così. Secondo le regole». Il matrimonio guarisce dalla gelosia. Ecco perché molti uomini lo cercano. Non essendo sicuri dell'altra persona, le fanno firmare il contratto: prometto di non... eccetera.

La traiettoria della mia educazione doveva farmi accettare con l'inganno una vocazione domestica per la quale non avevo alcuna tolleranza. Il padre di famiglia, coscienzioso, sposato e col bambino... E poi comincia la rivoluzione. Scoppia tutto, e intorno a me ci sono tutte queste ragazze, e che cosa dovevo fare, continuare così e consumare i miei adulteri e pensare, Ecco, questo è il modo in cui sei costretto a vivere?

Il culone e le cosce massicce mi parlavano di tutto ciò che di femminilmente ruspante c'era in lei. E i suoi movimenti sotto di me, la finezza della sua eccitazione, ispiravano un altro paragone pastorale: l'aratura di un campo dolcemente spazzato dal vento.

Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l'amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due.


Consumami il cuore; malato di desideri
e avvinto a un animale morente
che non sa cos'è.
[Yeats]

Questo bisogno. Questa follia. Non avrà mai fine? Dopo un po', non so nemmeno io qual è la causa della mia disperazione. Le sue tette? La sua anima? La sua giovinezza? La sua semplicità? Forse è peggio di così: forse, ora che mi sto avvicinando alla morte, anch'io segretamente desidero non essere libero.

«Cos'è questa gente nuova, quando la conosci veramente? È la solita gente vecchia mascherata. Non ha proprio niente di nuovo. È gente».

La vita di coppia e la vita familiare tirano fuori quanto d’infantile c’è in tutti gli interessati. Perché di notte in notte devono dormire nello stesso letto ? Perché devono telefonarsi cinque volte al giorno ? Perché stanno sempre insieme ? Il rispetto forzato è sicuramente infantile. Questo rispetto innaturale. Recentemente ho letto, su una rivista, un articolo su una celebre coppia mediatica sposata da trentaquattro anni e sulla magnifica impresa che rappresenta l’aver imparato a sopportarsi. Fieramente il marito diceva al giornalista: «Io e mia moglie abbiamo un detto: puoi indovinare lo stato di salute di un matrimonio dal numero dei segni che i denti ti hanno lasciato sulla lingua.» Quando incontro persone come queste mi domando, Perché si puniscono, cosa vogliono espiare ? Trentaquattro anni. Il masochistico rigore necessario ti mette in soggezione.

Il tempo per i giovani è sempre fatto di ciò che è passato, ma per Consuela il tempo, adesso, è quanto le rimane del futuro, e secondo lei non sarà tanto.


La più bella favola infantile è che tutto si svolge ordinatamente. I nonni se ne vanno molto prima dei genitori, e i genitori se ne vanno molto prima di te. Se sei fortunato, la situazione può essere questa, con le persone che invecchiano e muoiono ordinatamente, per cui tu, al funerale, mitighi il tuo dolore pensando che quella persona ha avuto una lunga vita. Non rende l’estinzione meno mostruosa, questo pensiero, ma è il trucco al quale ricorriamo per mantenere intatta l’illusione metronomica e per resistere alla tortura del tempo.
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