About

Mi chiamo Elisa, vivo in mezzo al verde dell'Italia centrale, luogo dal quale sarei voluta fuggire dieci anni fa e dove invece sono rimasta, scoprendo che poi non è così male avere un giardino e un'amaca e un orto e gli uccellini che cinguettano fuori dalla finestra. 

Amo i tulipani e le margherite, tutto ciò che è colorato e sprigiona positività e allegria. Non mi vesto mai di nero e non prendo troppo sul serio chi si piange addosso e non fa altro che lamentarsi: della politica, della vita, del lavoro, del mondo intero che ce l'ha sempre con lui. I miei lamenti e le mie pippe mentali (che fabbrico in quantità esponenziale) li chiudo nel mio diario, agli altri provo a regalare solarità e dolcezza. 
Questo è anche quello che cerco di fare con Scarabocchi di pensieri, che ho aperto senza pianificazioni in un'anonima notte di giugno del 2011 (ricordo che era un venerdì 17). 
Da allora sono passati quasi quattro anni e di cose ne sono successe: non sarò la venticinquenne adulta, matura e realizzata che credevo sarei diventata, ma credo di essere sulla buona strada per essere, un giorno, una donna di cui essere orgogliosa, benché abbia giurato che mi manterrò ben stretto, sempre, il mio animo fanciullino

Ho amato sognare di diventare un Patch Adams, fino a quando poi di medici ne ho frequentati anche troppi. Ho amato sognare di diventare una piccola scienziata matematica, innamorata com'ero di quella razionalità, che a molti appariva oscura, ma che a me sembrava la chiave giusta per costruirci sopra la vita. Ho amato sognare di diventare una scrittrice, ogni tanto mi diverto ancora a riempire file Word di storie che poi lascio a metà.

Amo i periodi ipotetici, soprattutto quelli dell'irrealtà, amo le inversioni a U, la creatività, la fantasia, amo lavorare con le mani, amo il profumo del pane, i bomboloni alla crema, le penne blu, rotolarmi sul prato, vendemmiare e mangiare le ciliegie direttamente dai rami dell'albero. Mangiare è, in generale, una delle attività che mi riesce meglio, oltre che poltrire sul divano d'inverno e dondolare sull'amaca d'estate. 
Amo i gomitoli.
Amo le sciarpe, le calze, i pigiami e gli orecchini.
Amo i tappeti e le tende.
Amo la politica, meno i politici. Sono di sinistra, per questo sono critica soprattutto nei suoi confronti. Sento il mio diritto di voto come un dovere, perciò lo adempio ogni volta che posso, perché odio gli indifferenti e credo che libertà sia partecipazione. Vivo e sono partigiana, mi innervosisco molto facilmente e ho il vitale bisogno di dire quello che penso, anche se poi divento tutta rossa e mi sudano le mani e ho come la sensazione che potrei piangere, da un momento all'altro.
Odio la mia emotività che certe volte non so gestire.
Amo le virgole e i periodi semplici, amo gli avverbi, ma cerco di contenermi, amo i forse, i chissà; odio la consecutio temporum, anche se con quella latina ero fortissima.

Non sono mai andata all'università, ma, come mi intimò di fare la mia preferitissima prof di lettere delle medie, ho continuato a scrivere. E a leggere.
Ho in mente di continuare a farlo per il prossimo secolo, almeno.
E ho in mente di continuare a ridere e ad amare immensamente la vita, nonostante tutto.
E di lavorare certo, ma non troppo.
E di non disperarmi per qualche mese di disoccupazione, ché i soldi sono importanti ma molte altre cose lo sono di più.
E di meravigliarmi sempre di fronte alle piccole cose belle che certe volte non si notano.
E ho in mente di continuare a fare dolci bellissimi da regalare ai compleanni delle poche persone in cui nutro una cieca fiducia.
E di inventare creazioni all'uncinetto sempre più originali.
E di essere più ordinata nelle mie passioni, di scrivere le ricette che mi piacciono e gli schemi crochet che mi riescono.
E ho in mente di imparare a fare mille cose che non so fare, per esempio cucire.

Ho in mente di leggere più letteratura straniera, ché sono molto poco esterofila al momento.
E di non essere mai snob di fronte alle storie.
E di continuare ancora a condividerle per molto, molto altro tempo.
Ho in mente di non trovare mai il mio scrittore preferito, ma di scoprirne sempre di nuovi e di essere sempre indecisa.

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